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Di lusso ed effimero: Art Déco

Come avevo anticipato nel post precedente, aprile mi ha regalato la visita a una seconda mostra che era un po’ che desideravo vedere: Art Déco, gli anni ruggenti in Italia, esposta nella meravigliosa cornice dei Musei San Domenico di Forlì.

Rivelo un dettaglio: non avevo la benché minima idea di cosa fosse l’Art Déco prima della visita, perché si tratta di un movimento artistico italiano, europeo e americano di brevissimo respiro (si può inquadrare negli anni ’20 del Novecento). Per dirla con le parole di un’assoluta profana (le mie), questa corrente fa seguito, ma si è gradualmente distaccata dal Liberty – che tutti noi riconosciamo meglio, con lo scopo di rappresentare un’epoca concentrata sulla modernità, la mondanità e un’allure internazionale.

Complesso comprendere in pienezza questo pensiero polivalente, che non solo si è a sua volta scisso tra artisti più votati alla “bellezza classica” e quelli più alla ricerca di stravaganza ed eccesso, ma ha attraversato veramente ogni forma d’arte, dalla pittura alla scultura, dall’architettura all’arredamento, dalla moda ai vezzi per la casa.

Mestrovic Vergine Vestale
Mestrovic, “Vergine Vestale” apre la mostra, dal vivo è impressionante, sembra “viva”.

E in effetti, nonostante abbia trovato il percorso espositivo a Forlì un tantino confusionario, è in effetti la natura stessa dell’Art Déco ad esserlo: ci trovate di tutto, sculture, bozzetti e abiti di alta sartoria, progetti architetturali magnificenti, quadri di natura morta, persino pezzi provenienti dalla casa di D’Annunzio, un’auto e gli interni (letteralmente) del vagone di un treno.

Il fulcro della mostra, almeno a parer mio, è una ricerca costante, talvolta inelegante, dell’effimero, del superfluo, di ciò che è bello ma anche essenzialmente futile. Qualcosa che per noi, che viviamo in un’epoca di crisi – quindi di basso profilo, consumistica sì ma votata nostro malgrado alla cattiva qualità e alla generale noncuranza nei confronti dell’estetica “che dura” – è molto difficile capire e tanto più interessante osservare.

Attilio Selva Enigma
Selva, “Enigma”.
Guido Andlovitz Vaso Monza 69 con figure all'antica
Andlovitz, “Vaso ‘Monza 69’ con figure all’antica”, per la fortunata serie oggetti bellissimi che vorrei possedere ma che romperei immediatamente.
Giovanni Guerrini Primavera
Guerrini, “Primavera”, ma solo io divento scema quando vedo un bel dipinto di fiori?
Portaluppi Studio per grattacielo
Portaluppi, “Studio per grattacielo S.K.N.E.”, si tratta veramente della bozza ironica di un grattacielo “esagerato” che ovviamente non venne mai realizzato.
Thayaht per Madeleine Vionnet
Thayaht, bozzetti per Madeleine Vionnet. Thayaht era un artista futurista fortemente legato alla moda, fu infatti consulente e disegnatore per Vionnet, una delle stiliste più rivoluzionarie del XX secolo che liberò la donna dalla condanna del corsetto.
Metlcovitz Manifesto per Turandot
Metlcovitz, “Manifesto per Turandot”, uno dei simboli della mostra. Pensate la meraviglia di andare a teatro a vedere la Turandot all’epoca.
Maria Monaci Gallenga Abito da sera di donna Franca Florio
Gallenga, “Abito da sera di Donna Franca Florio”. Vi ricordate la Franca Florio di Boldini, di cui vi parlavo nello scorso post? Destino mi ha portato di fronte a questo suo abito. Nella mostra sono esposti altri abiti, bellissimi, emblemi dell’eleganza e della fastosità di un’epoca in cui ci si vestiva per “mostrarsi in società” e non solo per coprirsi o per farsi la foto scollacciate.
Tamara de Lempicka Autoritratto sulla Bugatti verde
De Lempicka, “Autoritratto sulla Bugatti verde”. Una serie di ritratti di Tamara de Lempicka chiude la mostra e mi ha fatto scoprire quest’artista polacca, un soggetto molto particolare che ha contribuito a dare una rappresentazione della donna di maggiore indipendenza rispetto a casa e marito (una donna alla guida di un’auto, per l’epoca, era come guardare un cane che balla su due zampe).

Il biglietto intero costa 12 euro, con audioguida inclusa. La mostra sarà esposta fino al 18 giugno.

Per info: http://www.mostrefondazioneforli.it/it/menu_servizio/informazioni/

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